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Finalmente!
Via Betarelli e tutte le sue “furbate”.
Un elogio a Larry Ellison che ha avuto il merito di opporsi con decisione a colui che pensava di tenersi la Coppa America a vita. Oggi la sua determinazione ed il grande investimento profuso in questa sfida ha pagato; causa dopo causa il tycoon americano ha smantellato il castello che lo svizzero aveva costruito intorno a quella che riteneva la “SUA” brocca. Poi il progetto del trimarano e la scelta di un team di spessore hanno fatto il resto.
Finalmente!
Possiamo mettere nel cassetto del dimenticatoio la parola Alinghi.
Tanta vanagloria spesso ostentata a sproposito (famosa la sua dichiarazione: “vincerò io perché ho gli avvocati migliori”) ed i comportamenti che per non essere volgari definiremo indisponenti (vedi: 6 ottobre 2004 http://www.lunarossafansclub.it/ARCHIVIO/news19.php vedi 30 giugno 2005 http://www.lunarossafansclub.it/ARCHIVIO/news20.php vedi: 3 maggio 2007 http://www.lunarossafanclub.it/page/5/ ) che hanno avuto il culmine con il famoso protocollo redatto con il compiacente CNEV (vi ricordate i 7 firmatari di quella lettera che lo denunciava come il peggiore di tutta la storia dell’America’s Cup? http://www.ggyc.com/Letter%20to%20the%20Spanish%20Challenge%20and%20Club%20-%20FINAL%2016%20July%202007%20with%20signatures.pdf ). Ce ne sarebbero altre ma ormai è inutile rivangare il passato.
Alla fine il signor “timonerò io Alinghi 5 perché sono un vincente” si è dato la zappa sui piedi e la storia si è chiusa con un secco 2 a 0.
Complimenti:
a James Spithill che ha saputo forgiare il suo talento di match racer trasferendolo dai monoscafi a quel mostro spaziale di trimarano;
a Russell Coutts che il qualità di ceo (amministratore delegato) ha diretto con maestria la campagna di sfidante e per aver lasciato il timone al giovane australiano;
a Larry Ellison per aver sempre tenuto un profilo defilato e non essersi imposto per salire a bordo lasciando il compito ai professionisti;
a tutti i componenti del Team cominciando dai nostri: il navigatore Matteo Plazzi ed il pitman Simone de Mari che erano a bordo, passando al responsabile logistico dell’ala Max Sirena, a Gilberto Nobili, Alberto Barovier, Michele Ivaldi, Shannon Falcone e poi Mario Caponnetto, Claudio Cairoli, Francesco Binetti Pozzi, Edoardo Donati e Tatiana del Giovane (speriamo di non aver dimenticato nessuno);
agli avvocati per aver non essere stati logorroici nel presentare le memorie ma al contrario di averle stilate chiare e comprensibili nel puro stile con cui vengono redatti i manuali d’uso americani “a prova di stupido” ed infine al Golden Gate Yacht Club per averle messe in rete dando anche a noi la possibilità di seguire tutta la vicenda.

PRADA LANCIA UNA CAMPAGNA EYEWEAR IN COLLABORAZIONE CON VELISTI D’ECCEZIONE
Fedele al legame che storicamente lega il proprio marchio alla vela, Prada lancia una campagna pubblicitaria internazionale all’eyewear “active” e “lifestyle” in collaborazione con velisti d’eccezione tra i quali:
Torben Grael (brasiliano - 2 ori, 1 argento e 2 bronzi olimpici - 4 titoli mondiali - vincitore Louis Vuitton Cup / Luna Rossa - vincitore Regata intono al Mondo),
Robert Scheidt (brasiliano - 2 ori e 2 argenti olimpici - 9 titoli mondiali),
James Spithill (australiano - skipper di Coppa America) e
Dean Barker (neozelandese - timoniere di Coppa America - vincitore della Louis Vuitton Cup 2007).
I velisti saranno i testimonial eyewear del marchio Prada e sono stati fotografati da Brigitte Lacombe.
Le immagini, in bianco e nero, sottolineano lo spirito naturale e spontaneo di questi sportivi che dedicano la propria vita al mare e alla vela, in condizioni dove la protezione degli occhi gioca un ruolo di primaria importanza.
I modelli prescelti per la campagna sono:
- Intrepid modello active fasciante, particolarmente adatto alle condizioni di vento forte e alle alte velocità, è stato prescelto da James Spithill per timonare il trimarano di 30 metri con cui sfiderà il catamarano Alinghi nella 33^ America’s Cup. Per questa occasione al modello è stato adattato uno speciale “Head up display”, simile a quello in uso sui jet da caccia;
- Rainbow modello con lenti a goccia polarizzate, che unisce a ottime prestazioni lo stile inconfondibile degli occhiali Prada.
LA XXXIII COPPA AMERICA
Domani mattina inizia la 33ma America’s Cup. Due soli i contendenti: BMW Oracle Racing e Alinghi. Anche se questo sito è stato creato per i fan di Luna Rossa (e Lei non ci sarà), la Coppa America – diciamocelo – ci è entrata un po’ nel sangue. Impossibile non tifare per uno dei due.
A voler essere opportunisti si dovrà tifare per gli americani. Se vincono loro la Coppa rimarrà comunque in Europa perché negli USA la manifestazione non è altrettanto seguita e per di più non troveranno mai una Valencia pronta a sborsare più di 100 milioni di Euro. Oltre a ciò con Russell Coutts avremo molte più garanzie che il protocollo della 34ma AC dia una possibilità di vittoria ad uno degli sfidanti. Solo a queste condizioni Luna Rossa potrebbe tornare.
A voler essere solo sportivi, a maggior ragione, si tiferà per BMW Oracle Racing. Basta leggere i tanti commenti, sempre negativi, che a più riprese abbiamo scritto su Bertarelli e la sua ACM per capire che non ci mai piaciuto, fin dall’inizio. E a tutt’oggi il nostro parere non è cambiato. Ci conforta il fatto che nel tempo qualcuno di autorevole abbia esplicitamente detto ciò che la comunità della vela pensa. Leggete qui sotto:
Milano 4 febbraio 2010 - “Se vince Bertarelli con il suo catamarano Alinghi, la Coppa America è finita”. L’ha dichiarato Vincenzo Onorato durante la presentazione del suo team 2010 di Mascalzone Latino, sponsorizzato da Audi, che parteciperà al Louis Vuitton Trophy. Questa manifestazione raduna in una serie di regate (a fine maggio alla Maddalena) gli equipaggi orfani della 33esima Coppa America. Onorato è convinto che l’italosvizzero Bertarelli, boss di Alinghi, sia la causa del caos che ha portato a questa sfida anomala tra due sole barche al meglio di tre sole prove. E se vincerà lui, sarà la tomba della Coppa America. Perciò tifa BMW Oracle. Lui e il suo Audi Mascalzone Latino alla prossima Coppa vogliono esserci.
Comunque sia anche se Alinghi dovesse ottenere un risultato, sarà con una barca non conforme al Deed of Gift: “yacht or vessel propelled by sails only and constructed in the country to which the Challenging Club belongs, against any one yacht or vessel constructed in the country of the Club holding the Cup”. Siccome le vele sono elemento essenziale, quando dovesse renderne conto in un’aula di tribunale, le rimarrà difficile sostenere che l’Atto di Donazione intende solo lo scafo e non le vele oppure che avendole assemblate in Svizzera debbano considerarsi svizzere. È come se compro un mobile all’IKEA quindi me lo monto a casa e poi dico che il mobile è italiano.
Luna Rossa: dopo il secondo posto assoluto al Fastnet, il Campionato Mondiale Maxi a Porto Cervo
Valencia, 2 Settembre 2009. Archiviato il secondo posto in classifica generale alla regata del Fastnet, conquistando i trofei Arambalza Cup - al miglior yacht non britannico - e il Kees van Dam Memorial Trophy - assegnato al secondo classificato in IRC -, l’STP 65′ Luna Rossa parteciperà al campionato mondiale Maxi, a Porto Cervo, dal 6 al 12 settembre.
L’equipaggio vede il ritorno a bordo in qualità di skipper del brasiliano Robert Scheidt, reduce dalla vittoria nel campionato europeo Star.
L’equipaggio sarà il seguente:
- Robert Scheidt - Skipper - Timoniere
- Torben Grael - Tattico
- Flavio Favini - Allenatore - Timoniere
- Mark Mendelblatt - Stratega
- Ignacio Postigo - Navigatore
- Benjamin Durham - Volanti
- Giovanni Cassinari - Volanti
- Paul Westlake - Regolazione randa
- Ian Baker - Grinder randa
- Marco Montis - Grinder
- Emanuele Marino - Grinder
- Manuel Modena - Regolazione Genoa - Spinnaker
- Claudio Celon - Regolazione Genoa - Spinnaker
- Vittorio Volontè - Aiuto Drizze - Comandante
- Paolo Bassani - Drizze
- Giovanni Tognozzi - Albero
- Giulio Giovanella - Aiuto prodiere
- Bernard Labro - Prodiere
- Marco Capitani Trimmer - Sails Observer
- Antonio Marrai Team Manager
Patrizio Bertelli ha dichiarato: “Con il secondo posto assoluto al Fastnet, l’equipaggio ha dimostrato di aver raggiunto un buon affiatamento e di essere competitivo. È un risultato che ci ha fatto molto piacere, incoraggiante non solo in vista dei prossimi appuntamenti - Mondiale Maxi e Middle Sea Race - ma anche di un possibile futuro coinvolgimento del Team nella 34^ America’s Cup.
Ovviamente ogni decisione relativa a un’eventuale partecipazione potrà essere presa solo dopo aver esaminato il Protocollo, che sarà pubblicato dopo la sfida a due di febbraio 2010, ma il programma di quest’anno è stato utile proprio per selezionare e valorizzare un nuovo nucleo di velisti, affiancandoli a elementi che hanno fatto parte dell’equipaggio di Luna Rossa nelle precedenti sfide di Coppa America”.
Cresce l’attesa per il ritorno di Luna Rossa
La gioia del presidente dello Yacht Club Punta Ala: “Per noi questa è casa sua”
di Maurizio Caldarelli
Punta Ala. “Avevamo vissuto molto male la partenza per lo Yacht Club Italiano, perché abbiamo sempre considerato Luna Rossa nostra. È una gioia, una enorme soddisfazione che adesso sia tornata a casa, con la prospettiva di una terza campagna di Coppa America”. Il professor Massimo de Sanctis, presidente dello Yacht Club Punta Ala, non nasconde la felicità per la decisione di Patrizio Bertelli di iscriversi al trofeo più antico del mondo insieme al circolo maremmano.
“Sappiamo perfettamente che per il momento si tratta solo di una suggestiva ipotesi – aggiunge de Sanctis – ma il fatto che Prada Challenge ci abbia chiesto di lanciare la sfida ad Alinghi, è un grosso ritorno di immagine. Non solo per lo Yacht Club Punta Ala, ma per tutto il comparto della vela. Se Luna Rossa partecipasse alla manifestazione 2010 o nel 2011 darebbe un grosso impulso alle regate e servirebbe anche a rilanciare il turismo nella nstra zona”
Presidente, come è nata la decisione di Bertelli di tornare a Punta Ala?
“È stata casuale, amicale. Non dimentichiamoci che il patron di Luna Rossa è socio benemerito dello Ycpa, tiene le sue barche ormeggiate a Punta Ala (entrambe ribattezzate Ulisse, una di 34 metri ed una di 20) tutto è partito da una telefonata di Bertelli al professor Bruno Calandriello, il presidente delle campagne 2000 e 2003. Ci siamo incontrati con una rappresentanza di Prada ed alla fine è partito il nostro fax per Ginevra. Può avere inciso il fatto che Bertelli ha acquistato la quota di Tronchetti Provera ed è tornato ad essere proprietario unico di Prada Challenge o soltanto il fatto che siamo più simpatici dello Yci di Genova, con cui Luna Rossa parteciperà comunque alla Louis Vuitton Pacific Series di Auckland a gennaio”.
Quale sarà l’impegno del vostro Club?
“Abbiamo garantito il nostro supporto logistico amministrativo, non ci saranno esborsi da parte nostra. Ma se avranno bisogno potranno contare su di noi. Certo, se la base di Valencia dovesse rimanere chiusa per diverso tempo, potranno venire a navigare qua. Ci piacerebbe rivedere Luna Rossa nelle acque del Golfo, ma siamo disposti ad andare noi a sostenerla in Spagna”.
Si sono iscritti alla prossima Coppa America diciannove sindacati, di cui sei italiani. Che cosa significa questa massiccia presenza?
“Me lo sono domandato anch’io e non so come rispondere. C’è voglia di vela, grande voglia di partecipazione. Bisognerà vedere adesso se tutti arriveranno in fondo. Probabilmente ha agevolato un numero di iscrizioni elevate il fatto che la quota sia scesa da un milione a 45.000 euro”.
Qual è il fascino della Coppa America?
“Immenso, ma farla tanto per fare è solo una grossa spesa. Chi riesce a superare il primo turno ha un grosso ritorno di immagine e chi arriva in fondo può anche guadagnarci. Le due campagne targate Punta Ala sono state indimenticabili e quindi mi auguro di rivivere quelle emozioni, ma certamente andranno riviste molte cose con Bertarelli, patron di Alinghi. Aspettiamo comunque febbraio-marzo per avere la certezza dello svolgimento della Coppa America”.
Come è stata invece la stagione 2008 dello Yacht Club Punta Ala?
“Di grandi soddisfazioni, specialmente per quanto riguarda la disputa del “Gavitello d’Argento”. Non si vedeva da anni un numero così alto di imbarcazioni. E questo, consentitemelo, è anche merito dell’organizzazione del club, che si compone di un gruppo di persone valide. Da qualche settimana ha invece preso il via, in maniera non esaltante in termini numerici, il campionato Invernale. Forse si sta sentendo la crisi anche in questo settore: molte barche non escono. Speriamo che Luna Rossa dia una nuova spinta a tutti”.
(tratto da LA NAZIONE del 24 dicembre 2008)
LUNA ROSSA torna in Coppa America
È quasi ufficiale il ritorno di Luna Rossa. Più che un’indiscrezione una logica deduzione che scaturisce dal commento di Paco Latorre, direttore della comunicazione di Alinghi/ACM, fatto a proposito della causa legale in essere con BMW Oracle. Dice infatti che tra i consorzi iscritti c’è, senza nominarlo, un “winner of the Louis Vuitton Cup”. Dal momento che non si riferisce ad Emirates Team New Zealand, diventa plausibile pensare che si tratti proprio di Luna Rossa.
La voglia di tornare sui campi di regata d’altra parte Bertelli l’ha fatta vedere, sia partecipando alla regata annuale del CNEV che iscrivendosi alla Louis Vuitton Pacific Series, ma l’iscrizione alla 33ma Coppa America è comunque una sorpresa perché – al di là della dichiarazione fatta a suo tempo “si è chiuso un ciclo” – è la lettera firmata anche da altri 6 team di Coppa America nella quale si denuncia un iniquo protocollo stilato da Alinghi ad aver fatto pensare un non coinvolgimento futuro con siffatte regole. Quel protocollo, ottenuto grazie alla complicità del club fantasma spagnolo, è ancora in essere e le modifiche a cui stanno lavorando ma non ancora pubblicate. Modifiche che comunque lasciano il tempo che trovano se non viene emendato il potere di Alinghi di cambiare le regole a suo piacimento. Non sarebbe una vera Coppa America se il vincitore fosse già scritto prima dell’inizio delle regate.
Così viene da pensare che, se ufficializzata, l’iscrizione di Luna Rossa potrebbe essere una mossa politica. Non per schierarsi con lo svizzero a danno di Larry Ellison ma per non perdere una opportunità. Intanto il nome PRADA torna alla ribalta, la base a Valencia non passa di mano e poi si starà a vedere. Se il tribunale darà ragione a BMWO ci sarà una sfida a due e Luna Rossa tornerà in acqua nel 2013 o giù di lì, se invece vince Alinghi, BMWO sarà tagliato fuori dai giochi e tutto il suo team sarà in cerca di nuovi ingaggi.
Luna Rossa alla LVPS
Oggi all’ambasciata neozelandese di Parigi quali rappresentanti di Luna Rossa: Antonio Marrai, Francesco Longanesi Cattani (Prada Director of External Relations) e l’avvocato Luis Saenz per partecipare alla Louis Vuitton Pacific Series di Auckland.
Luna Rossa di nuovo in acqua!
ITA 94 ha fatto capolino oggi, dopo un lungo letargo, dalla base di Valencia. A darne notizia il sempre presente Pierre Orphanidis del blog Valencia Sailing.
A dire il vero la partecipazione di Luna Rossa alla regata del CNEV (8 e 9 novembre) era per noi molto incerta. Più un no che un sì. Troppo poco tempo per attivarsi dall’invito degli Spagnoli avvenuto solo il 21 di ottobre, la ricomposizione del nuovo team che pensavamo fosse messo su per salire a bordo dell’STP 65 prossimo al varo, l’inesperienza di questo a gestire dalla sera alla mattina una barca di Coppa America, la conseguente possibile sconfitta anche da parte di Desafio, la poca risonanza mediatica della manifestazione, nessun comunicato stampa da parte di Prada, … ebbene tutto ciò non dava molto credito alle voci di banchina di un ritorno in acqua di Luna Rossa.
Invece è bastata la foto della prua con l’albero tirato su che le speranze di rivedere la nostra barca in acqua si sono subito riaccese, le incertezze svanite.
Sappiamo che ripartire senza dei talenti naturali come James Spithill o Russell Coutts non sarà facile e per questo non ci aspettiamo risultati eclatanti, ma va bene lo stesso. La Coppa America è ancora lontana, tutto può succedere nelle aule del tribunale di New York. Salutiamo con un grande applauso il ritorno di Luna Rossa!!
War Games
Dalle news del 21 ottobre di Alinghi si apprende che:
Alinghi parteciperà all’America’s Cup Class regata organizzata dal CNEV a Valencia
L’annuncio è pomposo quanto inaspettato. Qualcuno aveva avuto notizia di un evento così importante? Macché!! Se non fosse stato per Alinghi la regata sarebbe passata inosservata, nessuno si sarebbe accorto che a Valencia stava per svolgersi una manifestazione di rilevanza internazionale! E quando si farà questa regata? L’8 e il 9 novembre di quest’anno. Fra un paio di settimane. Come mai pubblicità zero fino ad ora? E come mai non è l’ACM ad organizzare?
Andando a leggere il Bando di Regata del Club Náutico Español de Vela si rimane ancor più perplessi. Il bando è solo in spagnolo mentre generalmente le regate internazionali pubblicano in inglese.
Vedi la differenza tra quello del CNEV (http://www.clubnauticoev.com/textos/regata2008.pdf) e quello del Real Club Náutico de Valencia per il Trofeo de la Reina 2008 (http://www.trofeoreina.com/webi/descarga/anuncio.pdf )
Ma non c’è solo la lingua di testo:
Il primo è molto stringato come spesso lo sono quelli organizzati per le veleggiate della domenica più che per regate vere e proprie, il secondo è tutta un’altra cosa.
Nel primo sono ammesse solo imbarcazioni stazzate RN (Rating Nacional), nel secondo quest’ultime sono ammesse ma con una tassa di iscrizione bassa proprio perché riservata alle barche da crociera di piccolo cabotaggio.
E come se non bastasse l’America’s Cup Class non è citata! I team che dovrebbero partecipare non ne fanno cenno sul proprio sito. Ci sarebbe da domandarsi se Alinghi voglia fare uno scherzo al CNEV o ai suoi lettori.
In realtà è una decisione dell’ultimo momento. Prova ne è la lettera del CNEV inviata il 21 c.m. (lo stesso giorno della news di Alinghi, sic e simpliciter). Quindi una classe aggiunta in extremis! Chi parteciperà? Con così poco preavviso, Alinghi SUI 100 e Desafio Espanol ESP 97. E gli altri? Solo rumors. Tra queste voci di banchina si parla di un ritorno di Luna Rossa. In effetti PRADA sta approntando un nuovo sailing team per il nuovo scafo STP 65 che dovrebbe essere varato in dicembre proprio a Valencia. Potrebbe quindi partecipare alla manifestazione con una delle ACC? È possibile anche se l’equipaggio non è rodato. Sarà comunque una regata di flotta.
Ora veniamo alle motivazioni
Dopo il ribaltamento della prima sentenza, Bertarelli aveva ripreso pigolo, sennoché la Louis Vuitton che l’anno scorso aveva ritirato la propria sponsorizzazione alla Coppa America, ti organizza ad Auckland la Louis Vuitton Pacific Series. Regate di match racing inizialmente programmate con le sole due imbarcazioni ETNZ ma a distanza di poco, visto l’alto numero di concorrenti, anche le due di BMW Oracle. I team invitati non parteciperanno con i propri scafi ma con quelli neozelandesi e americani che verranno modificati per essere quanto più possibile uguali l’uno all’altro.
Una specie di Louis Vuitton Cup? Diciamo che potrebbe esserne il preludio. Di certo il vincitore non avrebbe un diritto acquisito per sfidare il defender Alinghi. Però… Però una evoluzione di questa nuova manifestazione, con un protocollo non iniquo come quello ideato da Bertarelli, potrebbe far ombra alla stessa Coppa America. In fin dei conti questa attrae per due motivi: uno perché è il trofeo velico più antico, l’altro per la marea di milioni che vengono profusi nella ricerca delle linee d’acqua e dei materiali più performanti quanto nella creazione di teams altamente professionali e competitivi. Ora lasciar cadere nel dimenticatoio una Coppa in mano a chi la rimette in palio sì, ma ingiustamente fa di tutto perché rimanga nelle sue mani, non è un’operazione poi così difficile. Basta disertare l’America’s Cup ed iscriversi alla LVPS.
Questo deve aver pensato il buon Ernesto e allora cosa fare per rompere le uova nel paniere? Subito una regata con le ACC a Valencia e appena possibile qualche ACT con le barche della XXXII America’s Cup. In questo modo, prima che sia troppo tardi, le barche devono tornare a Valencia, perdere le modifiche fatte e non spostarsi più.
Prima di chiudere un’ultima cosa: Patrizio Bertelli andrà ad Auckland il 31 gennaio 2009 per la Louis Vuitton Pacific Series. Solo o con il sailing team? Si vedrà. Intanto consideriamo questa un buona notizia. È ancora interessato a stare nel giro.

ACM lascia Valencia, vero divorzio?

QUESTO IL TESTO UFFICIALE:
Le incertezze legate alla situazione legale dell’America’s Cup costringono AC Management a porre fine al contratto in essere con Valencia come città ospitante
27-06-2008
In conseguenza della prolungata incertezza intorno alle sorti della 33° America’s Cup causata dalle manovre legali del Golden Gate Yacht Club, AC Management e le Istituzioni Spagnole (lo Stato Centrale, la Regione Valenciana e la città di Valencia) non hanno avuto altra scelta che quella di rivedere i termini dei rapporti in essere, e di sciogliere l’accordo siglato nel luglio 2007, in virtù del quale Valencia era stata dichiarata città ospitante per una 33a America’s Cup multi-challenge nel 2009.
Le parti hanno firmato un nuovo accordo a conclusione di mesi di trattative tese ad adattare il precedente contratto stipulato all’attuale contesto legale. Secondo quanto concordato, l’organizzazione e lo sfruttamento di tutte le strutture del Port America’s Cup ritorneranno sotto il controllo delle istituzioni spagnole dal 1 luglio prossimo. I team partecipanti alla 33a America’s Cup mantengono la possibilità di utilizzare le loro basi e la maggior parte dei benefit amministrativi ed economici per i team e per personale, rimarranno comunque in essere fino alla fine del 2008.
Michel Hodara, amministratore delegato di AC Management, la società organizzatrice della 33a America’s Cup per conto dello yacht club defender, Société Nautique de Genève, spiega: “Sono ancora troppe le questioni non risolte almeno fino a quando la Divisione d’Appello della Suprema Corte di New York non pubblicherà la sua sentenza; questo significa, tra l’altro, che il contratto siglato nel luglio 2007 non è più attuale. Le autorità spagnole sono perfettamente consapevoli della situazione e hanno apprezzato il fatto che noi ci fossimo presentati con un nuovo accordo consono all’attuale situazione e con le migliori intenzioni possibili. Li ringraziamo per aver concesso il prolungamento dell’utilizzo delle basi e dei benefit amministrativi ai team”.
“Questo non significa che stiamo lasciando Valencia. La scelta della località per la 33a America’s Cup sarà effettuata sulla base dell’analisi di una serie di aspetti e di fattori di diverso tipo e se Valencia fosse considerata la migliore località, allora una seconda edizione dell’America’s Cup si svolgerà proprio qui.”
http://33rd.americascup.com/it/
LE CONSIDERAZIONI:
Chi si è occupato della notizia, dal Corriere della Sera a Yacht&Sail, hanno supposto un divorzio. Ma come!! Valencia dichiarata (da Alinghi) una città fantastica per lo svolgimento della Coppa ed ora lascia?
È più probabile che il vero motivo del “divorzio” sia un altro.
Dopo aver vinto la XXXII edizione della America’s Cup, Ernesto Bertarelli ottenne due cose da Valencia. Una, di avere come Challenger of Record un club sfidante che gli firmasse il protocollo senza resistenze e Valencia si adoperò per portargli su un piatto d’argento l’appena confezionato Club Nautico Español de Vela. L’altra, un contratto da 105 milioni di Euro per la riconferma di Valencia quale città ospitante della successiva Coppa America.
Questo contratto però aveva un clausola: 105 milioni di Euro sì ma a patto che ci fossero 10 sfidanti. Ogni sfidante in meno una decurtazione di 10 milioni. I conti son presto fatti: un solo sfidante (BMW oracle Racing) uguale drastica riduzione del malloppo a soli 15 milioni. Poteva l’esimio sig. Bertarelli lasciarsi depauperare in questo modo? No di certo. E allora meglio annullare il vecchio accordo per poterne ridiscutere uno meglio remunerato.
Si parla ora di 50 milioni di Euro per una sfida che al massimo vedrà 3 regate disputate (secondo il Deed of Gift). Una cifra assurda, tanto più che a meno di un anno dal suo svolgimento cambiare la location non sembra sia molto fattibile. Ma oltre a questo ci sono in ballo 22,8 milioni di Euro che il patron di Alinghi ha già ricevuto come anticipo e che voci di banchina vedono un Bertarelli restio a restituire anche se Michel Hodara, amministratore delegato dell’America’s Cup Management, si affretta a dichiarare il contrario (http://www.bymnews.com/news/newsDetails.php?id=28820 ) non specificando però la data.
Gira e rigira, al di là di ciò che è stato scritto nel comunicato ufficiale, c’è solo un interesse venale.






