Attentato alla Coppa
Che calamità l’ingresso di Ernesto Bertarelli nel mondo della vela! Fin dalla sua prima apparizione si è comportato in maniera anomala. Mentre gli altri consorzi cercavano ad uno ad uno gli elementi per costituire l’equipaggio per la sfida al più antico trofeo del mondo lui si appropria della squadra vincente (TNZ) e forma il Team Alinghi. Un colpo di mano che, se non fosse per il fatto che i neozelandesi furono ben pagati, si potrebbe definire “furto con destrezza�.
Di svizzero a bordo c’è praticamente solo lui ma tanto basta per mettere la bandiera rossocrociata e presentarsi ad Auckland non certo accolto a braccia aperte. Ricordo che all’epoca ci fu anche chi aprì un sito, Black Heart, per dimostrare la propria antipatia al team che si era venduto e quando Alinghi usciva dal porto c’erano applausi per tutti meno che per loro.
Una volta vinta la Coppa, non potendo difenderla sul lago di Ginevra, con una pantomima degna del più abile commediante fa finta di cercare il luogo migliore per disputare la 32ma edizione. Decine di città entrano in lizza per avere questo onore e a tutte viene chiesto di presentare progetti, relazioni su infrastrutture e condizioni meteo.
Alla fine rimasero in quattro, ve lo ricordate?: Napoli, Lisbona, Marsiglia e Valencia.
Nella fattispecie vinse come sappiamo Valencia non perché era il luogo più adatto ma perché aveva accettato di pagare la somma che Bertarelli voleva: 180 (centottanta) miliardi delle vecchie lire.
Mai prima di allora era stato chiesto e pagato un corrispettivo. Il business era cominciato.
Da lì ogni situazione, occasionale o appositamente creata, è ragione di guadagno. Si arroga ogni diritto commerciale non solo sulla manifestazione Coppa America ma anche sulla Louis Vuitton Cup che passa sotto l’egida della sua ACM, non solo sulla gestione dell’intera area del porto - quindi ormeggi compresi (a prezzi folli) – ma anche sulle zone limitrofe (vedi art. del 3 maggio ), non solo viene imposto un aggio su ogni biglietto che gli appassionati pagano alle navette che li portano in mare a vedere le regate, ma anche su tutto il merchandising venduto nell’AC Park. E poi diritti televisivi, diritti di immagine ecc.
Riesce a difendere la Coppa anche senza la presenza di Coutts ma la vittoria non è così schiacciante come l’aveva prevista. Allora che fa? Stila un protocollo capestro e lo fa firmare al circolo fantoccio CNEV che diventa Challenger of Record. Ma si sa, il diavolo fa le pentole e non i coperchi, così Larry Ellison gli fa causa nonostante Bertarelli dica di avere i migliori avvocati del mondo. A niente valgono le manovre per accreditare la 33ma edizione della Coppa: dapprima ponti d’oro a chi si iscrive e poi pressioni sugli incerti ( in un articolo di http://rule69blog.com/archive/2007/november/975/ si legge: ….Mascalzone, Shosholoza etc being forced with a gun to their heads….. if they don’t support Ernesto then he will shut them out by not allocating a base…)
Dopo un paio di mesi la sentenza dà ragione a BMW Oracle ed il protocollo va negoziato e riscritto.
È proprio ora che viene il bello. Come rimediare ad una sconfitta così bruciante?
Se il giudice mi ha dato torto vuol dire che la legge è sbagliata e quindi la devo riscrivere.
Infatti in una lettera aperta si lamenta del DoG (Deed of Gift = Atto di Donazione) e dichiara di avere le visioni (vorrebbe essere il Bernie Eccleston della vela):
http://www.alinghi.com/it/news/news/index.php?idIndex=200&idContent=14597
in particolare cosa vede o vorrebbe vedere?
- Il Defender deve continuare ad essere automaticamente qualificato per le regate di finale o viceversa tutti i team devono avere le stesse opportunità ?
- La scelta della località non dovrebbe essere annunciata almeno alcune edizioni prima, in modo da consentire la pianificazione e la ricerca sponsor con tempi adeguati?
- La gestione della Coppa non dovrebbe diventare permanente ed essere dunque affidata ad un’ entità che rappresenti gli attuali fiduciari e quelli del passato, insieme ai team partecipanti?
Alla prima domanda: se il Defender dovesse partecipare a tutte le selezioni alla pari degli altri team non ci sarebbe più una Coppa America ma un Campionato tale e quale come ne esistono già decine e decine. Serie di Round Robin con semifinali e finali. Punto e basta.
Per quanto riguarda la seconda, scegliere preventivamente le località con largo anticipo determinerebbe l’impossibilità quasi assoluta che il vincitore possa portare la manifestazione nel proprio paese. Dovesse un giorno vincere Luna Rossa (sperando che partecipi in futuro) ci scorderemmo di poter vedere l’AC in Italia.
E dove andrebbe se ci fosse un ente preposto a decidere e soprattutto a riscuotere le ingenti somme che le città ospitanti dovrebbero pagare? Pensate davvero che Napoli (che offrì la “modica� cifra di 50 miliardi contro i 180 richiesti) potrebbe ancora avere delle mire?
È chiaro come Bertarelli abbia trovato terreno fertile nello Yacht Club di New York. Loro che la Coppa ormai se la sono dimenticata potrebbero rientrare nel gioco sia ospitandola sia essendo chiamati a gestirla ma chiamarla ancora Coppa America sarebbe un’offesa alla memoria.
Articolo pubblicato il Tuesday 11 December, 2007 alle 10:47 pm e catalogato in: News
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