Finalmente!
Via Betarelli e tutte le sue “furbate”.
Un elogio a Larry Ellison che ha avuto il merito di opporsi con decisione a colui che pensava di tenersi la Coppa America a vita. Oggi la sua determinazione ed il grande investimento profuso in questa sfida ha pagato; causa dopo causa il tycoon americano ha smantellato il castello che lo svizzero aveva costruito intorno a quella che riteneva la “SUA” brocca. Poi il progetto del trimarano e la scelta di un team di spessore hanno fatto il resto.
Finalmente!
Possiamo mettere nel cassetto del dimenticatoio la parola Alinghi.
Tanta vanagloria spesso ostentata a sproposito (famosa la sua dichiarazione: “vincerò io perché ho gli avvocati migliori”) ed i comportamenti che per non essere volgari definiremo indisponenti (vedi: 6 ottobre 2004 http://www.lunarossafansclub.it/ARCHIVIO/news19.php vedi 30 giugno 2005 http://www.lunarossafansclub.it/ARCHIVIO/news20.php vedi: 3 maggio 2007 http://www.lunarossafanclub.it/page/5/ ) che hanno avuto il culmine con il famoso protocollo redatto con il compiacente CNEV (vi ricordate i 7 firmatari di quella lettera che lo denunciava come il peggiore di tutta la storia dell’America’s Cup? http://www.ggyc.com/Letter%20to%20the%20Spanish%20Challenge%20and%20Club%20-%20FINAL%2016%20July%202007%20with%20signatures.pdf ). Ce ne sarebbero altre ma ormai è inutile rivangare il passato.
Alla fine il signor “timonerò io Alinghi 5 perché sono un vincente” si è dato la zappa sui piedi e la storia si è chiusa con un secco 2 a 0.
Complimenti:
a James Spithill che ha saputo forgiare il suo talento di match racer trasferendolo dai monoscafi a quel mostro spaziale di trimarano;
a Russell Coutts che il qualità di ceo (amministratore delegato) ha diretto con maestria la campagna di sfidante e per aver lasciato il timone al giovane australiano;
a Larry Ellison per aver sempre tenuto un profilo defilato e non essersi imposto per salire a bordo lasciando il compito ai professionisti;
a tutti i componenti del Team cominciando dai nostri: il navigatore Matteo Plazzi ed il pitman Simone de Mari che erano a bordo, passando al responsabile logistico dell’ala Max Sirena, a Gilberto Nobili, Alberto Barovier, Michele Ivaldi, Shannon Falcone e poi Mario Caponnetto, Claudio Cairoli, Francesco Binetti Pozzi, Edoardo Donati e Tatiana del Giovane (speriamo di non aver dimenticato nessuno);
agli avvocati per aver non essere stati logorroici nel presentare le memorie ma al contrario di averle stilate chiare e comprensibili nel puro stile con cui vengono redatti i manuali d’uso americani “a prova di stupido” ed infine al Golden Gate Yacht Club per averle messe in rete dando anche a noi la possibilità di seguire tutta la vicenda.

Articolo pubblicato il Tuesday 16 February, 2010 alle 2:53 pm e catalogato in: News
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