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Cresce l’attesa per il ritorno di Luna Rossa
La gioia del presidente dello Yacht Club Punta Ala: “Per noi questa è casa sua”
di Maurizio Caldarelli
Punta Ala. “Avevamo vissuto molto male la partenza per lo Yacht Club Italiano, perché abbiamo sempre considerato Luna Rossa nostra. È una gioia, una enorme soddisfazione che adesso sia tornata a casa, con la prospettiva di una terza campagna di Coppa America”. Il professor Massimo de Sanctis, presidente dello Yacht Club Punta Ala, non nasconde la felicità per la decisione di Patrizio Bertelli di iscriversi al trofeo più antico del mondo insieme al circolo maremmano.
“Sappiamo perfettamente che per il momento si tratta solo di una suggestiva ipotesi – aggiunge de Sanctis – ma il fatto che Prada Challenge ci abbia chiesto di lanciare la sfida ad Alinghi, è un grosso ritorno di immagine. Non solo per lo Yacht Club Punta Ala, ma per tutto il comparto della vela. Se Luna Rossa partecipasse alla manifestazione 2010 o nel 2011 darebbe un grosso impulso alle regate e servirebbe anche a rilanciare il turismo nella nstra zona”
Presidente, come è nata la decisione di Bertelli di tornare a Punta Ala?
“È stata casuale, amicale. Non dimentichiamoci che il patron di Luna Rossa è socio benemerito dello Ycpa, tiene le sue barche ormeggiate a Punta Ala (entrambe ribattezzate Ulisse, una di 34 metri ed una di 20) tutto è partito da una telefonata di Bertelli al professor Bruno Calandriello, il presidente delle campagne 2000 e 2003. Ci siamo incontrati con una rappresentanza di Prada ed alla fine è partito il nostro fax per Ginevra. Può avere inciso il fatto che Bertelli ha acquistato la quota di Tronchetti Provera ed è tornato ad essere proprietario unico di Prada Challenge o soltanto il fatto che siamo più simpatici dello Yci di Genova, con cui Luna Rossa parteciperà comunque alla Louis Vuitton Pacific Series di Auckland a gennaio”.
Quale sarà l’impegno del vostro Club?
“Abbiamo garantito il nostro supporto logistico amministrativo, non ci saranno esborsi da parte nostra. Ma se avranno bisogno potranno contare su di noi. Certo, se la base di Valencia dovesse rimanere chiusa per diverso tempo, potranno venire a navigare qua. Ci piacerebbe rivedere Luna Rossa nelle acque del Golfo, ma siamo disposti ad andare noi a sostenerla in Spagna”.
Si sono iscritti alla prossima Coppa America diciannove sindacati, di cui sei italiani. Che cosa significa questa massiccia presenza?
“Me lo sono domandato anch’io e non so come rispondere. C’è voglia di vela, grande voglia di partecipazione. Bisognerà vedere adesso se tutti arriveranno in fondo. Probabilmente ha agevolato un numero di iscrizioni elevate il fatto che la quota sia scesa da un milione a 45.000 euro”.
Qual è il fascino della Coppa America?
“Immenso, ma farla tanto per fare è solo una grossa spesa. Chi riesce a superare il primo turno ha un grosso ritorno di immagine e chi arriva in fondo può anche guadagnarci. Le due campagne targate Punta Ala sono state indimenticabili e quindi mi auguro di rivivere quelle emozioni, ma certamente andranno riviste molte cose con Bertarelli, patron di Alinghi. Aspettiamo comunque febbraio-marzo per avere la certezza dello svolgimento della Coppa America”.
Come è stata invece la stagione 2008 dello Yacht Club Punta Ala?
“Di grandi soddisfazioni, specialmente per quanto riguarda la disputa del “Gavitello d’Argento”. Non si vedeva da anni un numero così alto di imbarcazioni. E questo, consentitemelo, è anche merito dell’organizzazione del club, che si compone di un gruppo di persone valide. Da qualche settimana ha invece preso il via, in maniera non esaltante in termini numerici, il campionato Invernale. Forse si sta sentendo la crisi anche in questo settore: molte barche non escono. Speriamo che Luna Rossa dia una nuova spinta a tutti”.
(tratto da LA NAZIONE del 24 dicembre 2008)
LUNA ROSSA torna in Coppa America
È quasi ufficiale il ritorno di Luna Rossa. Più che un’indiscrezione una logica deduzione che scaturisce dal commento di Paco Latorre, direttore della comunicazione di Alinghi/ACM, fatto a proposito della causa legale in essere con BMW Oracle. Dice infatti che tra i consorzi iscritti c’è, senza nominarlo, un “winner of the Louis Vuitton Cup”. Dal momento che non si riferisce ad Emirates Team New Zealand, diventa plausibile pensare che si tratti proprio di Luna Rossa.
La voglia di tornare sui campi di regata d’altra parte Bertelli l’ha fatta vedere, sia partecipando alla regata annuale del CNEV che iscrivendosi alla Louis Vuitton Pacific Series, ma l’iscrizione alla 33ma Coppa America è comunque una sorpresa perché – al di là della dichiarazione fatta a suo tempo “si è chiuso un ciclo” – è la lettera firmata anche da altri 6 team di Coppa America nella quale si denuncia un iniquo protocollo stilato da Alinghi ad aver fatto pensare un non coinvolgimento futuro con siffatte regole. Quel protocollo, ottenuto grazie alla complicità del club fantasma spagnolo, è ancora in essere e le modifiche a cui stanno lavorando ma non ancora pubblicate. Modifiche che comunque lasciano il tempo che trovano se non viene emendato il potere di Alinghi di cambiare le regole a suo piacimento. Non sarebbe una vera Coppa America se il vincitore fosse già scritto prima dell’inizio delle regate.
Così viene da pensare che, se ufficializzata, l’iscrizione di Luna Rossa potrebbe essere una mossa politica. Non per schierarsi con lo svizzero a danno di Larry Ellison ma per non perdere una opportunità. Intanto il nome PRADA torna alla ribalta, la base a Valencia non passa di mano e poi si starà a vedere. Se il tribunale darà ragione a BMWO ci sarà una sfida a due e Luna Rossa tornerà in acqua nel 2013 o giù di lì, se invece vince Alinghi, BMWO sarà tagliato fuori dai giochi e tutto il suo team sarà in cerca di nuovi ingaggi.
Luna Rossa alla LVPS
Oggi all’ambasciata neozelandese di Parigi quali rappresentanti di Luna Rossa: Antonio Marrai, Francesco Longanesi Cattani (Prada Director of External Relations) e l’avvocato Luis Saenz per partecipare alla Louis Vuitton Pacific Series di Auckland.
Luna Rossa di nuovo in acqua!
ITA 94 ha fatto capolino oggi, dopo un lungo letargo, dalla base di Valencia. A darne notizia il sempre presente Pierre Orphanidis del blog Valencia Sailing.
A dire il vero la partecipazione di Luna Rossa alla regata del CNEV (8 e 9 novembre) era per noi molto incerta. Più un no che un sì. Troppo poco tempo per attivarsi dall’invito degli Spagnoli avvenuto solo il 21 di ottobre, la ricomposizione del nuovo team che pensavamo fosse messo su per salire a bordo dell’STP 65 prossimo al varo, l’inesperienza di questo a gestire dalla sera alla mattina una barca di Coppa America, la conseguente possibile sconfitta anche da parte di Desafio, la poca risonanza mediatica della manifestazione, nessun comunicato stampa da parte di Prada, … ebbene tutto ciò non dava molto credito alle voci di banchina di un ritorno in acqua di Luna Rossa.
Invece è bastata la foto della prua con l’albero tirato su che le speranze di rivedere la nostra barca in acqua si sono subito riaccese, le incertezze svanite.
Sappiamo che ripartire senza dei talenti naturali come James Spithill o Russell Coutts non sarà facile e per questo non ci aspettiamo risultati eclatanti, ma va bene lo stesso. La Coppa America è ancora lontana, tutto può succedere nelle aule del tribunale di New York. Salutiamo con un grande applauso il ritorno di Luna Rossa!!
War Games
Dalle news del 21 ottobre di Alinghi si apprende che:
Alinghi parteciperà all’America’s Cup Class regata organizzata dal CNEV a Valencia
L’annuncio è pomposo quanto inaspettato. Qualcuno aveva avuto notizia di un evento così importante? Macché!! Se non fosse stato per Alinghi la regata sarebbe passata inosservata, nessuno si sarebbe accorto che a Valencia stava per svolgersi una manifestazione di rilevanza internazionale! E quando si farà questa regata? L’8 e il 9 novembre di quest’anno. Fra un paio di settimane. Come mai pubblicità zero fino ad ora? E come mai non è l’ACM ad organizzare?
Andando a leggere il Bando di Regata del Club Náutico Español de Vela si rimane ancor più perplessi. Il bando è solo in spagnolo mentre generalmente le regate internazionali pubblicano in inglese.
Vedi la differenza tra quello del CNEV (http://www.clubnauticoev.com/textos/regata2008.pdf) e quello del Real Club Náutico de Valencia per il Trofeo de la Reina 2008 (http://www.trofeoreina.com/webi/descarga/anuncio.pdf )
Ma non c’è solo la lingua di testo:
Il primo è molto stringato come spesso lo sono quelli organizzati per le veleggiate della domenica più che per regate vere e proprie, il secondo è tutta un’altra cosa.
Nel primo sono ammesse solo imbarcazioni stazzate RN (Rating Nacional), nel secondo quest’ultime sono ammesse ma con una tassa di iscrizione bassa proprio perché riservata alle barche da crociera di piccolo cabotaggio.
E come se non bastasse l’America’s Cup Class non è citata! I team che dovrebbero partecipare non ne fanno cenno sul proprio sito. Ci sarebbe da domandarsi se Alinghi voglia fare uno scherzo al CNEV o ai suoi lettori.
In realtà è una decisione dell’ultimo momento. Prova ne è la lettera del CNEV inviata il 21 c.m. (lo stesso giorno della news di Alinghi, sic e simpliciter). Quindi una classe aggiunta in extremis! Chi parteciperà? Con così poco preavviso, Alinghi SUI 100 e Desafio Espanol ESP 97. E gli altri? Solo rumors. Tra queste voci di banchina si parla di un ritorno di Luna Rossa. In effetti PRADA sta approntando un nuovo sailing team per il nuovo scafo STP 65 che dovrebbe essere varato in dicembre proprio a Valencia. Potrebbe quindi partecipare alla manifestazione con una delle ACC? È possibile anche se l’equipaggio non è rodato. Sarà comunque una regata di flotta.
Ora veniamo alle motivazioni
Dopo il ribaltamento della prima sentenza, Bertarelli aveva ripreso pigolo, sennoché la Louis Vuitton che l’anno scorso aveva ritirato la propria sponsorizzazione alla Coppa America, ti organizza ad Auckland la Louis Vuitton Pacific Series. Regate di match racing inizialmente programmate con le sole due imbarcazioni ETNZ ma a distanza di poco, visto l’alto numero di concorrenti, anche le due di BMW Oracle. I team invitati non parteciperanno con i propri scafi ma con quelli neozelandesi e americani che verranno modificati per essere quanto più possibile uguali l’uno all’altro.
Una specie di Louis Vuitton Cup? Diciamo che potrebbe esserne il preludio. Di certo il vincitore non avrebbe un diritto acquisito per sfidare il defender Alinghi. Però… Però una evoluzione di questa nuova manifestazione, con un protocollo non iniquo come quello ideato da Bertarelli, potrebbe far ombra alla stessa Coppa America. In fin dei conti questa attrae per due motivi: uno perché è il trofeo velico più antico, l’altro per la marea di milioni che vengono profusi nella ricerca delle linee d’acqua e dei materiali più performanti quanto nella creazione di teams altamente professionali e competitivi. Ora lasciar cadere nel dimenticatoio una Coppa in mano a chi la rimette in palio sì, ma ingiustamente fa di tutto perché rimanga nelle sue mani, non è un’operazione poi così difficile. Basta disertare l’America’s Cup ed iscriversi alla LVPS.
Questo deve aver pensato il buon Ernesto e allora cosa fare per rompere le uova nel paniere? Subito una regata con le ACC a Valencia e appena possibile qualche ACT con le barche della XXXII America’s Cup. In questo modo, prima che sia troppo tardi, le barche devono tornare a Valencia, perdere le modifiche fatte e non spostarsi più.
Prima di chiudere un’ultima cosa: Patrizio Bertelli andrà ad Auckland il 31 gennaio 2009 per la Louis Vuitton Pacific Series. Solo o con il sailing team? Si vedrà. Intanto consideriamo questa un buona notizia. È ancora interessato a stare nel giro.

ACM lascia Valencia, vero divorzio?

QUESTO IL TESTO UFFICIALE:
Le incertezze legate alla situazione legale dell’America’s Cup costringono AC Management a porre fine al contratto in essere con Valencia come città ospitante
27-06-2008
In conseguenza della prolungata incertezza intorno alle sorti della 33° America’s Cup causata dalle manovre legali del Golden Gate Yacht Club, AC Management e le Istituzioni Spagnole (lo Stato Centrale, la Regione Valenciana e la città di Valencia) non hanno avuto altra scelta che quella di rivedere i termini dei rapporti in essere, e di sciogliere l’accordo siglato nel luglio 2007, in virtù del quale Valencia era stata dichiarata città ospitante per una 33a America’s Cup multi-challenge nel 2009.
Le parti hanno firmato un nuovo accordo a conclusione di mesi di trattative tese ad adattare il precedente contratto stipulato all’attuale contesto legale. Secondo quanto concordato, l’organizzazione e lo sfruttamento di tutte le strutture del Port America’s Cup ritorneranno sotto il controllo delle istituzioni spagnole dal 1 luglio prossimo. I team partecipanti alla 33a America’s Cup mantengono la possibilità di utilizzare le loro basi e la maggior parte dei benefit amministrativi ed economici per i team e per personale, rimarranno comunque in essere fino alla fine del 2008.
Michel Hodara, amministratore delegato di AC Management, la società organizzatrice della 33a America’s Cup per conto dello yacht club defender, Société Nautique de Genève, spiega: “Sono ancora troppe le questioni non risolte almeno fino a quando la Divisione d’Appello della Suprema Corte di New York non pubblicherà la sua sentenza; questo significa, tra l’altro, che il contratto siglato nel luglio 2007 non è più attuale. Le autorità spagnole sono perfettamente consapevoli della situazione e hanno apprezzato il fatto che noi ci fossimo presentati con un nuovo accordo consono all’attuale situazione e con le migliori intenzioni possibili. Li ringraziamo per aver concesso il prolungamento dell’utilizzo delle basi e dei benefit amministrativi ai team”.
“Questo non significa che stiamo lasciando Valencia. La scelta della località per la 33a America’s Cup sarà effettuata sulla base dell’analisi di una serie di aspetti e di fattori di diverso tipo e se Valencia fosse considerata la migliore località, allora una seconda edizione dell’America’s Cup si svolgerà proprio qui.”
http://33rd.americascup.com/it/
LE CONSIDERAZIONI:
Chi si è occupato della notizia, dal Corriere della Sera a Yacht&Sail, hanno supposto un divorzio. Ma come!! Valencia dichiarata (da Alinghi) una città fantastica per lo svolgimento della Coppa ed ora lascia?
È più probabile che il vero motivo del “divorzio” sia un altro.
Dopo aver vinto la XXXII edizione della America’s Cup, Ernesto Bertarelli ottenne due cose da Valencia. Una, di avere come Challenger of Record un club sfidante che gli firmasse il protocollo senza resistenze e Valencia si adoperò per portargli su un piatto d’argento l’appena confezionato Club Nautico Español de Vela. L’altra, un contratto da 105 milioni di Euro per la riconferma di Valencia quale città ospitante della successiva Coppa America.
Questo contratto però aveva un clausola: 105 milioni di Euro sì ma a patto che ci fossero 10 sfidanti. Ogni sfidante in meno una decurtazione di 10 milioni. I conti son presto fatti: un solo sfidante (BMW oracle Racing) uguale drastica riduzione del malloppo a soli 15 milioni. Poteva l’esimio sig. Bertarelli lasciarsi depauperare in questo modo? No di certo. E allora meglio annullare il vecchio accordo per poterne ridiscutere uno meglio remunerato.
Si parla ora di 50 milioni di Euro per una sfida che al massimo vedrà 3 regate disputate (secondo il Deed of Gift). Una cifra assurda, tanto più che a meno di un anno dal suo svolgimento cambiare la location non sembra sia molto fattibile. Ma oltre a questo ci sono in ballo 22,8 milioni di Euro che il patron di Alinghi ha già ricevuto come anticipo e che voci di banchina vedono un Bertarelli restio a restituire anche se Michel Hodara, amministratore delegato dell’America’s Cup Management, si affretta a dichiarare il contrario (http://www.bymnews.com/news/newsDetails.php?id=28820 ) non specificando però la data.
Gira e rigira, al di là di ciò che è stato scritto nel comunicato ufficiale, c’è solo un interesse venale.
Team New Zealand muove causa ad Alinghi
In realtà Grant Dalton, ceo di ETNZ, ne ha citati quattro: Alinghi, SNG, ACM e Bertarelli e le cause sono su due fronti.
Nella prima si richiede il risarcimento del danno subito da TNZ per non poter partecipare nel 2009 alla Coppa America. C’era un impegno vincolante per quella data ed ora che gli svizzeri hanno dichiarato che l’appuntamento è slittato al 2011 i Kiwi sarebbero chiamati a sopportare maggiori oneri finanziari per prolungare la campagna.
È vero che se i piani di Bertarelli fossero andati in porto come da lui orditi, la data del 2009 sarebbe stata rispettata. È vero che chi ha messo il bastone tra le ruote è stato a pieno diritto Oracle ma se c’è una causa in corso tra gli americani e i detentori della Coppa, non è certo colpa dei neozelandesi.
Oltretutto Bertarelli avrebbe potuto accettare gli emendamenti al protocollo proposti da Oracle e sottoscritti dagli altri Challengers o successivamente rispettare la sentenza della Suprema Corte di New York di novembre ed accettare la sfida statunitense con i multiscafi nel 2008. In ambedue i casi la Coppa America risarebbe svolta nel 2009.
Nella seconda si citano gli stessi per la violazione della legge anti-trust.
Con un’azione illecita gli svizzeri avrebbero pianificato la posizione dominante di Alinghi nominando quale Challenger of Record uno Yacht Club spagnolo fantoccio (il CNEV) con la complicità del quale avrebbero poi redatto un protocollo che avrebbe di fatto reso improbabile la vittoria di qualsiasi sfidante.
Qualcuno potrà obiettare che i Neozelandesi quando si iscrissero, automaticamente accettarono il nefando protocollo allora in vigore e che quindi, oggi come oggi, non potrebbero reclamare. Non è così. Tutti noi portiamo i soldi in banca o stipuliamo una assicurazione pur consapevoli che certe alleanze dietro dietro ci possano essere. Quando però viene accertato un cartello istituito con il preciso scopo di eludere la concorrenza ed aver maggiori introiti a spese del cittadino ecco che la legge interviene (non sempre purtroppo) e noi possiamo richiedere le somme indebitamente pagate.
In aiuto del più debole contro lo strapotere del più forte c’è inoltre la class-action ovvero la possibilità di promuovere un’azione collettiva risarcitoria ed è perciò probabile che altri Team vadano ad affiancare i Neozelandesi.
Anche Desafío Español è pronto a chiedere i danni a Bertarelli se la Coppa America non si farà nel 2009.
Dopo Emirates Team New Zealand ora anche Desafío Español minaccia di adire a vie legali. Il Team spagnolo ha programmato la campagna per il 2009 ed il rinvio di un anno, o ancor peggio di due, porterebbe un aggravio di spese che non dovrebbero far loro carico ma a chi ne ha determinato il ritardo.
La situazione è per tutti i Challengers abbastanza simile ed è facile immaginare che la lista potrebbe allungarsi.
http://www.desafioespanol2007.com/ampliaactualidad.aspx?id=282
Attentato alla Coppa
Che calamità l’ingresso di Ernesto Bertarelli nel mondo della vela! Fin dalla sua prima apparizione si è comportato in maniera anomala. Mentre gli altri consorzi cercavano ad uno ad uno gli elementi per costituire l’equipaggio per la sfida al più antico trofeo del mondo lui si appropria della squadra vincente (TNZ) e forma il Team Alinghi. Un colpo di mano che, se non fosse per il fatto che i neozelandesi furono ben pagati, si potrebbe definire “furto con destrezza?.
Di svizzero a bordo c’è praticamente solo lui ma tanto basta per mettere la bandiera rossocrociata e presentarsi ad Auckland non certo accolto a braccia aperte. Ricordo che all’epoca ci fu anche chi aprì un sito, Black Heart, per dimostrare la propria antipatia al team che si era venduto e quando Alinghi usciva dal porto c’erano applausi per tutti meno che per loro.
Una volta vinta la Coppa, non potendo difenderla sul lago di Ginevra, con una pantomima degna del più abile commediante fa finta di cercare il luogo migliore per disputare la 32ma edizione. Decine di città entrano in lizza per avere questo onore e a tutte viene chiesto di presentare progetti, relazioni su infrastrutture e condizioni meteo.
Alla fine rimasero in quattro, ve lo ricordate?: Napoli, Lisbona, Marsiglia e Valencia.
Nella fattispecie vinse come sappiamo Valencia non perché era il luogo più adatto ma perché aveva accettato di pagare la somma che Bertarelli voleva: 180 (centottanta) miliardi delle vecchie lire.
Mai prima di allora era stato chiesto e pagato un corrispettivo. Il business era cominciato.
Da lì ogni situazione, occasionale o appositamente creata, è ragione di guadagno. Si arroga ogni diritto commerciale non solo sulla manifestazione Coppa America ma anche sulla Louis Vuitton Cup che passa sotto l’egida della sua ACM, non solo sulla gestione dell’intera area del porto - quindi ormeggi compresi (a prezzi folli) – ma anche sulle zone limitrofe (vedi art. del 3 maggio ), non solo viene imposto un aggio su ogni biglietto che gli appassionati pagano alle navette che li portano in mare a vedere le regate, ma anche su tutto il merchandising venduto nell’AC Park. E poi diritti televisivi, diritti di immagine ecc.
Riesce a difendere la Coppa anche senza la presenza di Coutts ma la vittoria non è così schiacciante come l’aveva prevista. Allora che fa? Stila un protocollo capestro e lo fa firmare al circolo fantoccio CNEV che diventa Challenger of Record. Ma si sa, il diavolo fa le pentole e non i coperchi, così Larry Ellison gli fa causa nonostante Bertarelli dica di avere i migliori avvocati del mondo. A niente valgono le manovre per accreditare la 33ma edizione della Coppa: dapprima ponti d’oro a chi si iscrive e poi pressioni sugli incerti ( in un articolo di http://rule69blog.com/archive/2007/november/975/ si legge: ….Mascalzone, Shosholoza etc being forced with a gun to their heads….. if they don’t support Ernesto then he will shut them out by not allocating a base…)
Dopo un paio di mesi la sentenza dà ragione a BMW Oracle ed il protocollo va negoziato e riscritto.
È proprio ora che viene il bello. Come rimediare ad una sconfitta così bruciante?
Se il giudice mi ha dato torto vuol dire che la legge è sbagliata e quindi la devo riscrivere.
Infatti in una lettera aperta si lamenta del DoG (Deed of Gift = Atto di Donazione) e dichiara di avere le visioni (vorrebbe essere il Bernie Eccleston della vela):
http://www.alinghi.com/it/news/news/index.php?idIndex=200&idContent=14597
in particolare cosa vede o vorrebbe vedere?
- Il Defender deve continuare ad essere automaticamente qualificato per le regate di finale o viceversa tutti i team devono avere le stesse opportunità?
- La scelta della località non dovrebbe essere annunciata almeno alcune edizioni prima, in modo da consentire la pianificazione e la ricerca sponsor con tempi adeguati?
- La gestione della Coppa non dovrebbe diventare permanente ed essere dunque affidata ad un’ entità che rappresenti gli attuali fiduciari e quelli del passato, insieme ai team partecipanti?
Alla prima domanda: se il Defender dovesse partecipare a tutte le selezioni alla pari degli altri team non ci sarebbe più una Coppa America ma un Campionato tale e quale come ne esistono già decine e decine. Serie di Round Robin con semifinali e finali. Punto e basta.
Per quanto riguarda la seconda, scegliere preventivamente le località con largo anticipo determinerebbe l’impossibilità quasi assoluta che il vincitore possa portare la manifestazione nel proprio paese. Dovesse un giorno vincere Luna Rossa (sperando che partecipi in futuro) ci scorderemmo di poter vedere l’AC in Italia.
E dove andrebbe se ci fosse un ente preposto a decidere e soprattutto a riscuotere le ingenti somme che le città ospitanti dovrebbero pagare? Pensate davvero che Napoli (che offrì la “modica? cifra di 50 miliardi contro i 180 richiesti) potrebbe ancora avere delle mire?
È chiaro come Bertarelli abbia trovato terreno fertile nello Yacht Club di New York. Loro che la Coppa ormai se la sono dimenticata potrebbero rientrare nel gioco sia ospitandola sia essendo chiamati a gestirla ma chiamarla ancora Coppa America sarebbe un’offesa alla memoria.
AMERICA’S CUP: PRADA NON PARTECIPERA’ ALLA 33^ EDIZIONE
PRADA, dopo dieci anni e tre campagne di Coppa America, ha maturato la decisione di
non partecipare alla 33^ edizione dell’America’s Cup, che si svolgerà a Valencia nel 2009.
La partecipazione alla prossima Coppa America è stata valutata a fondo e, pur potendo
già contare su significative risorse umane e finanziarie, si è ritenuto che, dopo tre sfide, si
sia concluso un ciclo.
Patrizio Bertelli ha dichiarato: “Sono state tre sfide e dieci anni molto intensi, spesso
esaltanti. E’ stata un’esperienza indimenticabile e molto positiva sia sotto il profilo
sportivo che quello umano: voglio ringraziare tutto il Team, il Gruppo Telecom Italia,
Intesa Sanpaolo, gli altri sponsor e lo Yacht Club Italiano, che ci hanno sostenuto con
costanza ed entusiasmo. Anche sul piano aziendale queste tre sfide hanno consentito di
acquisire e maturare una cultura, esperienze e visibilità preziose per il nostro Gruppo. Mi
auguro che un altro team italiano sia in grado di presentarsi alla prossima edizione e di
tenere alto il nome dell’Italia in Coppa America.?





